Quando si pensa a una laguna tropicale con acque dalle mille sfumature del turchese che si perdono nell’immensità del cielo, con sabbia bianca come il borotalco e con palme gentili che accarezzano la laguna con la loro ombra, il pensiero non può che andare alla Laguna Blu di Rangiroa.


Se siete a Rangiroa questa è una delle esperienze che non potete perdervi (https://www.amoreperilmare.com/esperienze-imperdibili-a-rangiroa-polinesia-francese-le-migliori-attivita-nellatollo-piu-grande-delle-tuamotu/)!
La Laguna Blu di Rangiroa è una piccola e paradisiaca insenatura all’interno dell’enorme laguna dell’atollo di Rangiroa.


Essa non è raggiungibile via terra: per arrivarci bisogna prendere una barca da uno dei due villaggi principali, Avatoru o Tiputa. La navigazione, a seconda delle condizioni del mare, dura circa un’ora.

Tutti gli hotel e i tour operator organizzano escursioni giornaliere presso questo angolo di paradiso.
Anche noi abbiamo prenotato questa escursione tramite il nostro hotel (https://www.rangiroa.hotelmaitai.com/activities-in-rangiroa).

Escursione in barca verso la Laguna Blu di Rangiroa
Dopo colazione, una jeep ci ha accompagnato al molo dove, insieme a una decina di altre persone, ci siamo imbarcati su una barca veloce.
La giornata era magnifica con il sole splendente nel cielo azzurro e il mare calmo.
Il capitano non ha lesinato con l’acceleratore e ci ha regalato una traversata della laguna decisamente adrenalinica! Infatti a me e a Rosario (e non solo) è sembrato di essere in una scena di inseguimento di un film d’azione, più che in una escursione verso una laguna idilliaca!

Una volta arrivati, la barca si è fermata a qualche decina di metri dal motu. Per raggiungere la sabbia abbiamo dovuto caricarci in spalla lo zaino con l’attrezzatura fotografica e la borsa impermeabile con le magliette e le creme protettive. Siamo quindi scesi in acqua camminando su un soffice fondale corallino di sabbia bianchissima, tra decine di squali pinna nera!


Il motu ci ha accolti con una grande palma protesa verso l’azzurro della laguna, un set fotografico forse abusato (come resistere alla tentazione di mettersi in posa?) ma talmente iconico da non poter essere ignorato (e infatti questa palma ha vinto la nostra copertina)!
Sul motu ci sono alcuni “punti ristoro”: lunghe tavole coperte dove i diversi gruppi con i loro accompagnatori possono sistemarsi.
I nostri accompagnatori non erano solo perfetti marinai, ma anche eccellenti cuochi… e non solo.

Pranzo tradizionale alla sabbia sulla Laguna Blu
Mentre noi ci dedicavamo all’esplorazione del motu, a fare foto e a camminare in mezzo a innumerevoli squali pinna nera, i nostri accompagnatori non solo avevano apparecchiato una coloratissima tavola ma avevano anche preparato un delizioso pranzo tipico.
Il piatto principale era pesce appena pescato, cotto alla griglia sopra il fuoco acceso… in una buca nella sabbia.

Alcune isole tropicali, comprese le isole della Polinesia e le isole Fiji (per quanto riguarda la nostra esperienza diretta), utilizzano ancora l’antico, naturale e, per noi turisti scenografico, metodo della cottura “alla sabbia”.
Questo metodo tradizionale consiste nello scavare una buca nella sabbia e accendervi un fuoco. Una volta che si sono formate le braci e la buca è ben calda, il cibo, avvolto in foglie di palma o di banano, viene posizionato sul fondo della buca. Quindi viene coperto con sabbia pulita e con altre foglie, cuocendo lentamente e sprigionando aromi da far invidia a uno chef stellato!

Atmosfera tropicale: cocco, musica e tradizioni locali
Non solo cuochi, ma anche barman esperti: con un palo appuntito (in un primo momento abbiamo pensato che anche Dracula si aggirasse sul motu nonostante il sole splendente!) hanno sbucciato e aperto alcuni cocchi facendone sgorgare la limpida acqua.
A noi personalmente l’acqua di cocco non piace, ma abbiamo notato che è stata molto apprezzata dai nostri compagni di escursione.

Durante il pranzo i ragazzi ci hanno deliziato con canzoni tipiche, cantando e suonando l’ukulele, la chitarra e uno strumento artigianale che io definirei… arpa modificata.
Ed è stata proprio con questa “arpa modificata” che Rosario si è improvvisato musicista aggiungendo una nota personale di “amoreperilmare” a quel momento perfetto!

Inoltre i nostri accompagnatori si sono messi a disposizione, per chi voleva cimentarsi, mostrando passo passo come intrecciare foglie di palma e aiutando chiunque volesse costruire il proprio cappello.

Sulle isole tropicali infatti i locali sfruttano la generosità della natura: queste foglie vengono utilizzate per creare contenitori, stuoie, coperte e a puro scopo decorativo dimostrandoci quanto sia sorprendente e creativo l’uso delle risorse naturali.
Noi, personalmente, ci siamo dedicati allo snorkeling in laguna e a lunghe passeggiate tra gli squali pinna nera!

Consigli pratici per l’escursione alla Laguna Blu
Quando farete questa escursione (e vi consigliamo vivamente di farla se arriverete fino a Rangiroa!), ci sono alcune cose di cui non potrete proprio fare a meno: occhiali da sole, crema ad alta protezione e, cose che a noi non mancano mai, una maglietta in lycra come protezione totale e un cappellino.

La limpidezza del cielo, il bianco riflettente della sabbia e l’acqua cristallina sono una combinazione perfetta per le scottature solari. Non lasciatevi mai ingannare dalla brezza marina: il sole tropicale è molto più intenso di quanto si pensi e non perdona!


Noi, per precauzione, ci cospargiamo sempre di altissima protezione solare e non ci muoviamo mai dalla stanza senza una maglietta in lycra a maniche lunghe. Questo è un capo comodissimo perchè si asciuga rapidamente e aggiunge uno strato di protezione in più dai raggi del sole. Noi lo usiamo sia per fare lo snorkeling (infatti il tempo vola quando siamo con la testa sott’acqua) sia quando stiamo molto tempo su una barca: l’acqua di mare infatti riflette impietosa i raggi del sole!

Per noi questi dettagli hanno fatto la differenza: la sera ci siamo scoperti abbronzati ma non ustionati, a differenza di qualche nostro compagno di escursione che abbiamo casualmente incontrato a cena.
Snorkeling nella Laguna Blu: squali pinna nera e limone
Purtroppo è arrivato anche il momento di ripartire… ma le sorprese non erano finite!

A breve distanza da questa incantevole laguna, la barca si è fermata di nuovo e siamo stati invitati a tuffarci in acqua con maschera e boccaglio.
Appena sotto la superficie c’erano una miriade di squali pinna nera che danzavano curiosi senza sosta intorno a noi. Erano così tanti e così meravigliosi che non sapevamo davvero dove guardare!


Dopo poco che eravamo in acqua però la nostra attenzione è stata attirata da delle creature più tranquille e silenziose: i maestosi squali limone! Ci siamo infatti accorti che, appena sotto di noi, si muovevano con una calma regale alcuni squali limone. Erano di dimensioni considerevoli e del tutto indifferenti a noi snorkelisti e ai vivaci squali pinna nera. Sembravano immobili, quieti, misteriosi… semplicemente meravigliosi!
Nelle acque della Polinesia Francese abbiamo avuto la fortuna di incontrare più volte queste magnifiche creature anche in immersione. A Bora Bora, per esempio, abbiamo avuto l’impressione che lo stesso enorme squalo limone (purtroppo la foto non ha una qualità tale da essere pubblicata!) ci seguisse scrutandoci con attenzione.
Lo squalo limone nelle acque di Rangiroa
Lo squalo limone (Negaprion brevirostris) è ampiamente diffuso nell’Oceano Atlantico e nell’Oceano Pacifico. Il nome deriva dal fatto che il dorso ha una colorazione giallastra o marrone chiaro mentre il ventre è bianco. Questa inusuale colorazione mimetica è legata alle abitudini dell’animale che predilige nuotare vicino a fondali sabbiosi e melmosi, come in lagune o foreste di mangrovie: questa sua colorazione lo rende praticamente invisibile guardando dalla superficie verso il fondale marino.
Ha un corpo massiccio e una testa larga e piatta. A differenza di altri tipi di squali, gli squali limone sono noti per la loro natura sociale. Questo li porta ad aggregarsi in gruppi in base alle dimensioni. E, come è noto, i gruppi portano benefici in termini di protezione e caccia. Si pensa che questa capacità di interazione più complessa sia dovuta alle dimensioni relativamente grandi del loro cervello rispetto al corpo.
La riproduzione è vivipara e l’atto riproduttivo, come in altre specie, può avvenire in modo cruento (https://www.amoreperilmare.com/giornata-mondiale-dello-squalo-proteggere-chi-protegge-il-mare/).
Questo squalo è un predatore relativamente tranquillo verso l’uomo. L’International Shark Attack File, infatti, ha registrato un numero molto limitato di attacchi non provocati da parte di squali limone, e nessuno fatale (https://www.floridamuseum.ufl.edu/discover-fish/species-profiles/lemon-shark/).
Tuttavia, come detto, è un predatore nel suo ambiente naturale e quindi va sempre rispettato.
Ritorno dalla Laguna Blu: emozioni e ricordi indimenticabili
Purtroppo (davvero, questa volta!) siamo dovuti riemergere dal mare e risalire sulla barca perchè era ormai l’ora di rientrare.
Durante il viaggio di ritorno, ripensando alla magia di questa laguna, al sole che illuminava la sabbia bianca e al bagno tra gli squali, non potevamo fare a meno di ricordare perchè amiamo così intensamente il mare e tutte le sue meraviglie!



Sopra e sotto il mare, il nostro viaggio continua su YouTube: Amore per il Mare di Rosario e Valeria.
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