Il 14 luglio è la Giornata Mondiale dello Squalo (o Shark Awareness Day), istituita per sfatare i miti sugli squali e per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla minaccia di estinzione che molti squali, in tutto il mondo, stanno affrontando.
Gli squali sono fondamentali per il mantenimento degli ecosistemi marini (https://www.youtube.com/watch?v=Y3mjPx_CUCY&ab_channel=AmoreperilMarediRosarioeValeria): essendo predatori apicali controllano le popolazioni di pesci e di altri organismi che vivono nelle barriere coralline, impedendo l’eccessivo aumento dei pesci preda che potrebbero danneggiare le barriere stesse.

Conosciamo gli squali
Gli squali, così come le mante, sono dei pesci che, a differenza dei pesci ossei, hanno uno scheletro interno cartilagineo.
Gli squali hanno delle caratteristiche comuni: sono sprovvisti della vescica natatoria, hanno una pinna dorsale rigida e hanno i denti posizionati in diverse file.
La vescica natatoria è l’organo interno deputato al mantenimento dell’assetto nei pesci ossei. Gli squali mantengono l’assetto grazie al fatto di avere uno scheletro più leggero e un fegato che contiene grande quantità di olio, in particolare lo squalene. Lo squalene ha una densità inferiore a quella dell’acqua e questo contribuisce al galleggiamento.

Come si riproducono gli squali
Gli squali si riproducono per via sessuata con fecondazione interna. Durante l’accoppiamento il maschio inserisce nella cloaca della femmina uno degli pterigopodi, situati nella parte posteriore del corpo nelle pinne pelviche, per fecondare le uova.
L’accoppiamento può essere violento e difficoltoso perchè il maschio, per ancorarsi alla femmina, la morde sul dorso e sulle pinne: è per questo che le femmine di alcune specie hanno la pelle più spessa di quella dei maschi.
La riproduzione può essere vivipara, ovovivipara e ovipara.
Nella riproduzione vivipara, tipica dello squalo martello, dello squalo limone e dello squalo grigio del reef per esempio, i piccoli nascono già formati essendosi sviluppati nell’utero materno con o senza la presenza di una struttura simile alla placenta.
Gli squali ovovivipari, come per esempio lo squalo tigre, lo squalo bianco, lo squalo toro, lo squalo nutrice e lo squalo balena, sono quelli in cui l’embrione si nutre delle sostanze contenute nell’uovo fino al momento della schiusa, che può avvenire all’interno del corpo materno o immediatamente dopo l’espulsione dell’uovo dal corpo materno.
Gli squali ovipari, come lo squalo gattuccio, sono quelli in cui le femmine depongono le uova protette da una resistente capsula fornita di una scorta di nutrienti che servono per lo sviluppo dell’embrione.

Altra caratteristica comune a tutti gli squali è l’assenza di cure parentali. Infatti dopo l’accoppiamento maschio e femmina si separano e, dopo la nascita, i piccoli non avranno alcun rapporto nemmeno con la madre. La madre tuttavia cerca le località migliori per garantire la sopravvivenza dei cuccioli, sia scegliendo i substrati migliori per la deposizione della uova, sia recandosi nelle cosiddette “nurseries” al momento del parto.
Miti, leggende e falsi miti
Per le civiltà che da sempre vivono a stretto contatto con il mare, gli squali prima che predatori sono divinità, antenati, spiriti, simboli e, per questo, li rispettano profondamente.
Nella cultura hawaiana e polinesiana, lo squalo è considerato sacro ed è associato alla forza, alla protezione e alla trasformazione.
Nella cultura hawaiana lo squalo è lo spirito guida degli antenati che protegge la famiglia: non viene dunque pescato ma spesso è nutrito e venerato. Leggenda vuole che uno squalo avesse guidato i primi hawaiani verso le isole, dimostrando dunque il suo ruolo di guida.
In molte isole della Polinesia rappresenta l’energia spirituale e il potere del mare, è simbolo di forza e di adattabilità.

Per alcuni popoli costieri dell’Africa Occidentale lo squalo è simbolo di trasformazione, passaggio e mistero, è un intermediario tra il mondo dei vivi e quello dei morti.
Per gli aborigeni australiani lo squalo è un animale protettore legato alla nascita del mare e alla ciclicità della vita.
Le antiche civiltà del Mediterraneo temevano con reverenza queste creature, rispettandole o ignorandole, ma mai sfidandole.
Dai film alla realtà
Sono più di 500 le specie di squali ad oggi conosciute ma solo poche sono potenzialmente pericolose per l’uomo.

Anche se la maggior parte degli squali è timida, solitaria e inoffensiva, film come “Lo squalo” hanno contribuito a diffondere il mito di macchina assassina assetata di sangue. Niente di più falso! Lo squalo infatti non è interessato all’uomo, gli attacchi sono rarissimi e avvengono o per curiosità o per errore, perchè l’uomo viene scambiato per una loro preda naturale.
Lo sapevate che Peter Benchley, l’autore del romanzo “Lo squalo”, si pentì del ritratto che aveva fatto degli squali? Che divenne un ambientalista, attivo sostenitore della protezione degli squali? Che condusse campagne contro la pesca degli squali? E che viaggiò in tutto il mondo per realizzare documentari sottomarini in cui nuotava con squali e balene?
Lo sapevate che se gli squali sono responsabili di una decina di morti l’anno le zanzare, con le malattie che possono trasmettere (come per esempio la malaria) sono responsabili di oltre 700000 morti l’anno?
Minacce agli squali: chi è il vero predatore?
Pur essendo gli squali predatori ai vertici della catena alimentare, sono tra le specie più minacciate degli oceani. E, così come per la taratruga marina (https://www.amoreperilmare.com/la-giornata-mondiale-della-tartaruga-marina/), è l’uomo la minaccia più pericolosa per questo animale.
Molti squali vengono intenzionalmente pescati per le loro pinne, per l’olio di fegato e per la loro carne.

Brutalità sotto la superficie
Lo spinnamento dello squalo (shark finning) consiste nella rimozione delle pinne dello squalo molto spesso mentre è ancora vivo; lo squalo viene quindi rigettato in mare ma, incapace di muoversi, si arena sul fondale dove muore o per asfissia o dissanguato o mangiato da altri predatori. Nonostante questa pratica sia illegale in molti Paesi, è in preoocupante aumento. Le pinne di squalo sono infatti utilizzate nella medicina tradizionale di certi Paesi asiatici e sono l’ingrediente principale della zuppa di pinne di squalo. Se un tempo era appannaggio delle classi più ricche, con il boom economico tale prelibatezza si è diffusa anche tra il ceto medio, con il conseguente aumento del numero di squali uccisi.
L’olio di fegato di squalo è da sempre usato nelle medicine tradizionali dei popoli nordici ed asiatici. Al giorno d’oggi tuttavia è largamente utilizzato nella medicina moderna come integratore alimentare e nell’industria cosmetica: in questo campo il componente principalmente usato è lo squalene.
Gli squali possono inoltre essere catturati accidentalmente durante la pesca di altri pesci e, anche se vengono rigettati in mare, molto spesso muoiono.
Alcuni numeri…
Poichè gli squali maturano tardi e hanno pochi cuccioli, unitamenta alla distruzione causata dalle attività dell’uomo degli habitat naturali dove essi si riproducono e vanno a caccia, abbiamo che oltre il 30% delle specie di squali è a rischio estinzione e che, negli ultimi 50 anni la popolazione globale di squali oceanici è crollata di oltre il 70% (Pacoureau et al, 2021, Half a century of global decline in oceanic sharks and rays. Nature, 589, 567–571)!
Il nostro contributo
Prendendo come spunto questa Giornata Mondiale dello Squalo vi lanciamo una sfida: guardateli con occhi nuovi!
Guardateli non con paura ma con rispetto.
Nel blu infatti, dove il silenzio è assordante e ascolti ogni tuo respiro, gli squali sono armonia, custodi insostituibili di un equilibrio che troppo spesso ignoriamo.
Proteggere gli squali significa proteggere il mare e proteggere il mare significa proteggere anche noi stessi.






