Bora Bora, alla scoperta del mito della Polinesia Francese

Bora Bora vista dall’aereo con la laguna turchese e il Monte Otemanu al centro

Tabella dei Contenuti

La nostra scoperta di Bora Bora tra la laguna turchese e il Monte Otemanu, dalla spiaggia di Matira al soggiorno in un bungalow overwater, fino all'esplorazione dell'isola in club car.

Arriviamo a Bora Bora nel pomeriggio. Dopo essere partiti da Rangiroa e aver fatto scalo a Tahiti, eccoci finalmente nell’isola più iconica della Polinesia Francese.

L’acqua della sua laguna sembra dipinta da una tavolozza di colori che cambia continuamente con la luce del giorno, e il profilo caratteristico del Monte Otemanu, che vi troneggia, bastano a spiegare perchè nell’immaginario collettivo quest’isola rappresenti il paradiso tropicale per eccellenza.

Laguna di Bora Bora vista dalla barca, con sfumature di azzurro e blu e vegetazione verde sullo sfondo
Laguna di Bora Bora con vegetazione sullo sfondo e orizzonte del mare
Panorama della laguna di Bora Bora con onde e barche all'orizzonte

L’arrivo a Bora Bora: consigli per il volo

Questo è uno dei voli in cui vale letteralmente la pena di rimanere con il naso incollati al finestrino! Il consiglio, quando partite per Bora Bora, è di sedervi sul lato sinistro dell’aereo perchè, nella maggior parte dei casi, è quello che vi permette la migliore vista della laguna. E quando partite da Bora Bora, per lo stesso motivo, sedetevi sulla destra.

La laguna anche dall’alto è suggestiva e, se avete la fortuna che non sia nuvoloso (come è successo a noi) vedrete che il mare ha tali sfumature di azzurro da non sembrare reale!

L’aeroporto di Bora Bora è stato inaugurato nel 1943 come base militare durante la Seconda Guerra Mondiale e, successivamente, è stato convertito ad uso civile.

Aeroporto di Bora Bora con passerella, Monte Otemanu e motu con palme e scultura

Esso si trova su uno dei motu che circondano l’isola principale, e i collegamenti sono possibili grazie a un battello che funge da “navetta”.

La Fish Lady, “Vahine e ia”, di Garrick Yrondi

Sulla destra dell’aeroporto, a una decina di metri circa, verrete accolti da “Vahine e ia”, la donna.

Questa scultura in marmo, alta circa due metri, si trova su un isolotto artificiale incorniciata da due palme. “Vahine e ia” è stata realizzata dall’artista francese Garrick Yrondi con l’idea di accogliere i visitatori,… un po’ come la sirenetta di Copenaghen (https://www.yrondi.com/bora-bora-fish-lady).

Plasmata in Portogallo, è stata installata a Bora Bora nel 1997 e, con il tempo, è diventata simbolo riconoscibile dell’arrivo a Bora Bora.

Motu di Bora Bora con due palme e una scultura sul mare

Anche il trasferimento in barca dall’aeroporto all’isola principale, così come il volo, è un’esperienza che non si dimentica facilmente. Infatti, mentre il battello attraversa la tranquilla laguna dai colori irreali, il maestoso profilo del Monte Otemanu appare lentamente davanti ai nostri occhi, come se emergesse direttamente dal mare.

Monte Otemanu visto dal mare con la laguna turchese e la vegetazione di Bora Bora

Il Monte Otemanu

Questo rilievo vulcanico dall’inconfondibile profilo è alto 727 metri e domina l’intera laguna. E’ diventato non solo il simbolo di Bora Bora ma anche una delle immagini più conosciute dell’intera Polinesia Francese.

E’ visibile da ogni parte dell’isola.

Le sue pareti verticali sono ricoperte quasi del tutto da una lussureggiante vegetazione e le sue guglie frastagliate sono spesso avvolte da nuvole.

Monte Otemanu visto dal mare con la vegetazione e una guglia in primo piano

Il Monte Otemanu e le tradizioni locali

Il Monte Otemanu nella tradizione polinesiana non è solo una montagna, ma un luogo sacro. E per la popolazione locale è una presenza viva, parte integrante della loro storia e delle loro radici.

A Bora Bora la maggior parte delle tradizioni locali sono state tramandate oralmente, per cui molte si sono perse negli anni o sono state tramandate in diverse versioni.

Una delle interpretazioni più diffuse è che “Otemanu” significhi “cima degli uccelli”, in quanto manu, in polinesiano antico, significa uccello. Una delle leggende racconta che questa montagna sia un enorme uccello che protegge gli abitanti dagli spiriti maligni e che sulle sue pareti esistano delle grotte dove i re e i guerrieri più valorosi venissero trasportati dalle divinità sotto forma di uccelli per trovare riposo vicino agli dei.

Collage del Monte Otemanu a Bora Bora fotografato da quattro diverse angolazioni

Un’altra leggenda vuole che tale monte, la cui cima è spesso avvolta dalle nuvole, fosse il punto di contatto dal quale gli dei, tra cui Oro, entravano nel mondo terreno, come vi abbiamo già detto raccontando la leggenda delle perle nere di Rangiora (https://www.amoreperilmare.com/esperienze-imperdibili-a-rangiroa-polinesia-francese-le-migliori-attivita-nellatollo-piu-grande-delle-tuamotu/ Esperienze imperdibili a Rangiroa: visita a una fattoria perlifera).

La nostra esperienza

Anche a Bora Bora abbiamo deciso di alloggiare in un hotel della catena Maitai, al Maitai Bora Bora (https://www.bora.hotelmaitai.com/).

Tale hotel comprende delle camere, sia vista giardino che vista laguna, in un corpo principale, e dei bungalow, sia sulla spiaggia sia overwater. Per accedere ai bungalow e alla spiaggia bisogna attraversare la “Route de Ceinture”, ovvero la strada costiera che percorre ad anello l’intera isola.

vista dalla camera sulla laguna di Bora Bora, con le diverse sfumature di blu dell’acqua, i bungalow overwater e le palme sullo sfondo

Abbiamo fatto le prime due notti in una camera nel corpo principale che aveva una spettacolare vista sulla laguna.

Tramonto sulla laguna di Bora Bora visto dalla camera, con il mare in primo piano, le sfumature del cielo e i bungalow overwater sullo sfondo

I colori dell’alba e del tramonto, così come quelli della notte e le sfumature del mare e del cielo, ci hanno letteralmente lasciati senza parole… e abbiamo deciso di fare parlare le foto!

Vista dalla camera sulla laguna di Bora Bora in pieno giorno, con le sfumature azzurre del mare, le palme e i bungalow overwater
Vista dalla camera sulla laguna di Bora Bora al tramonto, con il mare in primo piano, le palme e i bungalow overwater immersi nelle sfumature calde del sole
Laguna di Bora Bora vista dalla camera in pieno giorno, tra diverse sfumature di azzurro, palme e bungalow overwater
Vista dalla camera sulla laguna di Bora Bora tra il tramonto e la notte, con il mare, le palme e i bungalow overwater illuminati dalle ultime luci del cielo

Abbiamo poi trascorso le ultime tre notti in un bungalow overwater: ai tempi, ovvero nel 2018, il Maitai era quello che aveva i bungalow overwater più economici di tutta la Polinesia Francese!

Bungalow overwater di Bora Bora visto di notte dalla nostra camera, illuminato dalle luci artificiali e circondato dalla laguna
Vista notturna dal bungalow overwater sul ristorante sulla spiaggia di Bora Bora, illuminato dalle luci artificiali e affacciato sulla laguna

Il bungalow aveva un terrazzino con due poltrone vista laguna e una piattaforma privata con scaletta che consentiva l’accesso diretto al mare. In prossimità della scaletta si trovava anche una doccia con acqua dolce.

Il nostro bungalow overwater di Bora Bora visto dal mare durante lo snorkeling, con la piattaforma privata e la scaletta per l'accesso diretto alla laguna
Coppia seduta e abbracciata su una poltrona del terrazzino del bungalow overwater, mentre guarda l'orizzonte sulla laguna di Bora Bora
Nuvole rosa a pecorella durante il tramonto sulla laguna di Bora Bora, riflesse sulla superficie del mare
Tramonto sulla laguna di Bora Bora visto dal bungalow overwater, con le fronde del tetto del bungalow in primo piano
Tramonto sulla laguna di Bora Bora visto dal bungalow overwater, con il cielo illuminato dalle tonalità calde del sole

I nostri post-immersione in questo angolino di laguna tutto per noi erano un’esperienza unica… così come i nostri bagni nella tranquilla luminosità dell’alba ci regalavano il miglior modo possibile di iniziare la giornata!

L’hotel si trova nella parte sud di Bora Bora, a pochi minuti a piedi dalla spiaggia di Matira.

La spiaggia di Matira

Questa è una delle spiagge più famose della Polinesia Francese ed è considerata una tra le più belle al mondo.

E’ costituita da finissima sabbia bianca e da acqua trasparente con mille sfumature di azzurro e di blu che passano per il turchese. La laguna è poco profonda per molti metri e l’acqua è calma perchè la barriera corallina la protegge dall’oceano aperto.

piaggia di Matira a Bora Bora, con la sabbia bianca e le acque turchesi della laguna

E’ una delle pochissime spiagge pubbliche di Bora Bora, dato che la maggior parte della costa è occupata da resort. Lungo la spiaggia si trova un parcheggio e sono presenti dei punti ristoro, tra cui bar e ristoranti.

E proprio su questa spiaggia abbiamo trovato anche il diving a cui avevamo deciso di affidarci per le nostre immersioni, l’Eleuthera Bora Diving Center. Ma questo è un altro racconto, tra mante e aquile di mare…

Bora Bora in club car

Il nostro giorno di “no-fly” ci siamo dedicati all’esplorazione dell’isola.

Per chi non lo sapesse, quando si praticano immersioni subacquee, è previsto un intervallo orario (segnalato dal computer subacqueo) durante il quale non è prudente prendere l’aereo o recarsi in quota. Il nostro organismo infatti deve completare l’eliminazione dell’azoto residuo accumulato nei tessuti durante le immersioni.

Coppia con maschera e boccaglio abbracciata nelle acque della laguna di Bora Bora durante lo snorkeling

Noi solitamente consideriamo questo intervallo pari a 24 ore, anche se il computer ci indica una durata minore: abbiamo così l’occasione di scoprire il luogo in cui ci troviamo.

Non essendoci più biciclette a disposizione nell’hotel, abbiamo (per forza!) optato per una “club car” a due posti.

Coppia a bordo di una club car a Bora Bora, con la laguna visibile sullo sfondo

Route de Ceinture

Come detto poco sopra è la strada principale che percorre ad anello l’intera isola.

E’ lunga poco più di 30 chilometri, e si snoda avendo da un lato la laguna con i suoi motu e dall’altro il Monte Otemanu.

Il Monte Otemanu visto dalla strada principale di Bora Bora, lungo il percorso che circonda l'isola
La laguna di Bora Bora e i motu visibili dalla strada principale che percorre l'isola

In un susseguirsi di paesaggi mozzafiato e di scorci di laguna che sembravano inventati tanta era la bellezza, siamo arrivati sino a Vaitape, il principale centro abitato. Esso si sviluppa pigramente lungo la Route de Ceinture, con negozi, tra cui quelli che vendono le famose perle nere polinesiane (https://www.amoreperilmare.com/esperienze-imperdibili-a-rangiroa-polinesia-francese-le-migliori-attivita-nellatollo-piu-grande-delle-tuamotu/), piccoli ristoranti, supermercati, banche e servizi vari per gli abitanti.

Durante il nostro percorso, affrontato con molta calma e con numerose soste nell’impossibile augurio che non ci sfuggisse nulla, abbiamo incontrato anche chiese e piccoli villaggi polinesiani.

Scorci della vita locale a Bora Bora, tra abitazioni e piccoli punti di ristoro
Scorci di Bora Bora con case private, piccoli villaggi polinesiani e l’ingresso di un college
Case private e scorci di piccoli villaggi polinesiani lungo la strada di Bora Bora

Durante il nostro viaggio intorno all’isola abbiamo avuto modo di vedere numerose canoe tradizionali, le già citate “va’a” o “waka-ama” (https://www.amoreperilmare.com/esperienze-imperdibili-a-rangiroa-polinesia-francese-le-migliori-attivita-nellatollo-piu-grande-delle-tuamotu/ “Waka ama” la canoa tradizionale polinesiana), alcune utilizzate anche per le escursioni dei turisti.

Collage di canoe tradizionali polinesiane va'a o waka-ama viste durante il giro di Bora Bora
Canoa tradizionale polinesiana utilizzata per le escursioni turistiche nella laguna di Bora Bora

Bora Bora: tra mito e realtà

L’ultima sera abbiamo assistito a uno spettacolo di danza polinesiana (tra poco pubblicheremo un post dedicato a questo patrimonio artistico-culturale di questo meraviglioso popolo): vi consigliamo vivamente di non perdervelo una volta che siete arrivati sin qui! Infatti il ritmo dei tamburi, i passi di danza, l’energia e la solarità dei ballerini e delle ballerine, immersi nel buio della notte ci hanno letteralmente catapultato in un’altra epoca!

Se vuoi saperne di più su questa danza tradizionale e del suo legame con la cultura polinesiana, leggi il nostro post dedicato: https://www.amoreperilmare.com/ori-tahiti-la-danza-che-racconta-la-polinesia/

Ballerino e ballerina durante uno spettacolo di danza polinesiana a Bora Bora

Il giorno successivo siamo quindi ripartiti per Tahiti.

Sicuramente Bora Bora resta un’isola che per la sua unicità, se si arriva fino in Polinesia, va vista almeno una volta. Infatti solo dopo aver ammirato la sua incredibile laguna si può capire perchè abbia conquistato così tante persone!

Per quello che riguarda noi… Bora Bora è l’isola che ci ha emozionato meno. Non perchè non sia un sogno ad occhi aperti, ma perchè il nostro modo di vivere il viaggio ci porta ad apprezzare maggiormente quei luoghi in cui la natura è ancora protagonista.

La scia della barca sulla laguna di Bora Bora, tra le intense sfumature azzurre dell'acqua

Anche dal punto di vista della subacquea, pur avendo anche qui fatto immersioni uniche e indimenticabili, l’intensità delle emozioni provate al Tiputa Pass con i suoi delfini “domestici” (https://www.amoreperilmare.com/immersioni-tiputa-pass-rangiroa-delfini/) aveva lasciato un segno difficilmente raggiungibile.

Secondo noi, alla fine, non esiste l’isola più bella della Polinesia, ma quella che parla di più alla sensibilità di chi la visita.

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