Settembre – Ottobre 2018
“In viaggio, il primo giorno ci si chiede perché si è partiti, chi ce l’ha fatto fare. I giorni successivi, ci si domanda come si farà a tornare indietro.”
Questa frase di Sylvain Tesson riflette perfettamente l’atteggiamento mentale che Rosario ha avuto durante il nostro viaggio a Tikehau in Polinesia Francese: la nostra prima avventura nelle isole dell’Oceano Pacifico (https://www.amoreperilmare.com/oceano-pacifico-geografia-isole-macroregioni-e-curiosita/).

In viaggio verso la Polinesia: 24 ore tra cielo, fusi orari e domande esistenziali
Il viaggio per la Polinesia Francese sembra interminabile, anzi lo è, visto che dura circa 24 ore con 12 ore di fuso orario (la Polinesia Francese è 12 ore indietro rispetto all’Italia).
La soluzione per cui noi abbiamo optato è stata quella di prendere il volo diretto da Parigi per Tahiti con scalo tecnico a Los Angeles. Il motivo per cui abbiamo fatto questa scelta è che il viaggio avviene tutto con lo stesso fuso orario.

Compagnie aeree e tratte dall’Italia a Tahiti
Le compagnie aeree che fanno questa tratta sono Air France e Air Tahiti Nui, la compagnia di bandiera della Polinesia Francese. Vi consigliamo di confrontare i prezzi perchè, nonostante la tratta sia la stessa, possono variare considerevolmente.
Questa prima volta a Los Angeles abbiamo affrontato code interminabili di parecchie ore per il controllo passaporti. Le volte successive la compagnia aerea ha organizzato un presidio di controllo passaporti dedicato ai passeggeri, per cui è stato tutto molto più semplice… e veloce!
Siamo arrivati a Tahiti alla sera e abbiamo quindi pernottato al Tahiti Airport Motel (https://tahitiairportmotel.com/index_en.php), spartano ma pulito. Infatti i voli locali tra Tahiti e le varie isole sono operativi solo fintanto che c’è la luce solare.

Come funzionano i voli interni: da Tahiti a Tikehau
La mattina dopo siamo partiti per Tikehau: il volo locale era in ritardo per uno sciopero e quindi, poichè era arrivata l’ora del pranzo, in aeroporto ci hanno offerto il pranzo al sacco!

La principale compagnia aerea che collega le varie isole della Polienesia Francese è Air Tahiti, che ha delle regole molto rigide, soprattuto per quanto riguarda il bagaglio a mano: richiedono misure e pesi inferiori a quelli delle compagnie intercontinentali. La buona notizia è che, se siete subacquei e mostrate il brevetto al momento del check in, avrete 5 kg di franchigia in più (gratuita) sul bagaglio da stiva!
Durante tutta questa tratta del viaggio Rosario non ha fatto altro che interrogarsi, (facendomi purtroppo partecipe dei suoi pensieri) sul perchè non avessimo passato le nostre ferie in tranquillità a casa!

Quando l’azzurro ti entra dentro e non vuoi più tornare
Ma è stato solo quando siamo atterrati a Tikehau, dove dopo qualche chilometro su un fuoristrada abbiamo preso una barca attrezzata al trasporto di persone e bagagli per raggiungere la nostra pensione su un motu privato, attraversando lagune di acqua cristallina di un azzurro abbagliante, che Rosario ha cominciato a chiedersi perchè mai avremmo dovuto tornare a casa!



Tikehau tra miti, leggende e sabbia corallina: il significato del nome
Tikehau è un idilliaco atollo dalla forma ovalare delle isole Tuamotu in cui la natura selvaggia la fa da padrona e in cui regna una totale armonia di forme e di colori e un silenzio assordante.
Il nome di questo atollo ha una storia affascinante, anzi due!

Origine del nome “Tikehau”: tra amore, brezza e spiritualità
Il nome viene comunemente interpretato come “atterraggio pacifico” o “approdo della pace”. Secondo una leggenda infatti deriva dalla unione di un uomo, Tii, originario di Tikehau, che un tempo si chiamava Oropaa, e una donna, Hau, che Tii incontrò a Tahiti. I due si innamorarono e Tii portò la donna sull’atollo in piroga. Quando nacque il loro figlio, i due decisero di dargli come nome l’unione dei loro due nomi, TiiHau, che poi divenne Tikehau.

Esiste anche un’altra leggenda tramandata dalla tradizione orale. Il dio Tane, dio delle foreste e della luce, guardava dall’alto le isole appena create nell’oceano e notò questo piccolo banco di sabbia che era continuamente sommerso dalle onde del mare. Inviò quindi una leggera ma costante brezza che, nel corso degli anni, accumulò sabbia e corallo fino a fare emergere quel piccolo banco di sabbia e a trasformarlo in una isola stabile.

Gli spiriti marini, stupiti da questo miracolo, la benedirono e la chiamarono Tikehau che significa appunto “terra che sta alzandosi” o “terra della pace”, da Tike ovvero “alzarsi, emergere” e Hau che significa “pace” o “dolce brezza”.

Tikehau: dove il tempo si ferma tra sabbia rosa e silenzio assoluto
Questo paradisiaco atollo è formato da “motu” di lunghissime lingue di lucente sabbia corallina che dal bianco si tinge di rosa ed è ricco di palme da cocco; la laguna è un’enorme piscina naturale in cui l’acqua ha delle tonalità che vanno dal turchese fluorescente al verde smeraldo.

L’accesso a questa laguna incontaminata di 26 chilometri di diametro avviene attraverso un unico passaggio a ovest dell’isola principale, il Tuheiava pass, un must per i subacquei: anche Jacques Cousteau fu stregato dalla quantità e dalla varietà della vita marina (https://www.amoreperilmare.com/immersioni-snorkeling-tikehau-tuheiava-pass-hoa-polinesia/)!
La nostra pensione: semplicità, cucina locale e suoni del Pacifico
Noi alloggiavamo in una pensione a gestione famigliare e il soggiorno è stato all’insegna della quiete e del relax assoluto: immergiti, mangia, dormi e ripeti (https://www.amoreperilmare.com/immersioni-snorkeling-tikehau-tuheiava-pass-hoa-polinesia/)…
Al tempo la pensione si chiamava Relais Royal Tikehau, mentre oggi è nota come Tikehau Paradise: non sappiamo se la gestione sia rimasta la stessa, ma la magia del luogo ci auguriamo che non sia cambiata.

Ci siamo anche dedicati all’esplorazione del nostro motu: la parte interna che si affaccia sull’incantevole laguna è un alternarsi delle succitate immense spiagge di finissima sabbia bianca e rosa, mentre la parte che fronteggia l’oceano è costituita da sculture di roccia vulcanica nera che fuoriescono dall’acqua delimitando delle piccole lagune balneabili.


Colazione vista squali (pinna nera!)
Merita una menzione particolare la veranda su cui venivano servite colazione e cena: essa si affacciava su un canale (“hoa” in tahitiano) di acqua cristallina in cui nuotavano pesci di ogni genere e squali pinna nera del reef che attendevano pazientemente che qualcuno degli ospiti li facesse partecipi del banchetto.

Cena a sorpresa (letteralmente)
La cena era a base di piatti locali, tutti squisiti, preparati al momento e serviti con estrema cura, anche se… non abbiamo mai capito esattamente cosa fossero! Infatti noi non parliamo francese, nessuno del personale parlava inglese e internet per l’eventuale traduttore funzionava con tempi biblici!
Le cene erano accompagnate da musica a suon di ukulele e canzoni tipiche del posto.


Addio alla fenua: il canto dell’ukulele e il profumo dei ricordi
Il suono dell’ukulele ci ha accompagnato anche mentre, a malincuore, lasciavamo il motu, con una meravigliosa collana di conchiglie intorno al collo.

Dovete sapere a questo proposito che in queste isole è ancora viva l’antica tradizione dell’ospitalità polinesiana.
Essa ha un rito di accoglienza e un rito d’addio: in tutte le isole, all’arrivo in aeroporto, ti viene posta intorno al collo una collana di fiori freschi, chiamata hei, costituita da fiori tropicali e dal famoso fiore di Tiaré, simbolo della Polinesia.

Alla partenza invece ti viene donata una collana di conchiglie quale portafortuna per un buon viaggio e augurio di ritorno alla fenua, la terra natia. Secondo leggende polinesiane tutto nasce da una grande conchiglia, pertanto il miglior augurio che possa essere fatto è quello di ritornare alla conchiglia, cioè alle origini.
Lasciamo Tikehau con un nodo alla gola, ma con lo sguardo già rivolto alla prossima tappa: Rangiroa.
Un altro atollo delle Tuamotu infatti ci aspetta, più grande, più selvaggio, più profondo… ma questa è un’altra storia (https://www.amoreperilmare.com/esperienze-imperdibili-a-rangiroa-polinesia-francese-le-migliori-attivita-nellatollo-piu-grande-delle-tuamotu/)!
Se questo racconto ti ha fatto sognare, o conosci qualcuno che custodisce nel cuore la voglia di un viaggio così, condividilo. Perché le storie belle, come i viaggi, sono fatte per essere vissute insieme.
E se le parole e le foto non bastano, ecco il nostro video https://www.youtube.com/watch?v=l7ModuEfyv4: ti portiamo con noi tra motu deserti, lagune cristalline e serate a suon di ukulele.
Non aspettatevi però un capolavoro tecnico: era la nostra prima esperienza con la GoPro Hero5 Black. Ma ci abbiamo messo tutta la passione!





