La Giornata Mondiale della Migrazione dei Pesci è una ricorrenza internazionale fondata dalla World Fisching Migration Foundation (https://www.worldfishmigrationday.com/about/).
E’ stata istituita per diffondere e promuovere l’importanza dei pesci migratori e quindi la necessità di salvaguardare i loro habitat.
Questa Giornata si celebra ogni due anni, spesso in giorni diversi: quest’anno cade il 21 maggio.

Cos’è la migrazione dei pesci?
La migrazione dei pesci è un comportamento che riguarda sia i pesci di acqua dolce che i pesci pelagici di acqua salata.
Consiste nello spostamento da un’area ad un’altra, spesso distante migliaia di chilometri, da parte dei pesci.
Ma perchè i pesci affrontano i numerosi rischi legati alla migrazione, come per esempio la perdita dell’orientamento, la moria precoce a causa di insufficienti riserve energetiche, l’aumentata possibilità di predazione?
Perchè i pesci migrano?
Per quello che oggi è a noi noto, i pesci migrano per ricercare cibo, per completare il loro ciclo vitale e per riprodursi, ovvero per raggiungere quelle aree che permettano la sopravvivenza del maggior numero possibile di individui figli.

Tantissime specie di pesci passano da un ambiente marino a uno di acqua dolce o viceversa, come per esempio l’anguilla. Essa trascorre la sua vita in acqua dolce, ma per riprodursi nuota dai ruscelli e dai laghi fino alle profondità del Mar dei Sargassi.
Il Mar dei Sargassi è quell’area dell’Oceano Atlantico tra le Antile e le Azzorre; è stato così chiamato per la presenza di grandi quantità di alghe appartenenti al genere Sargassum. Esso non è delimitato da coste ma da correnti oceaniche.
Le anguille sono diffuse nelle acque dolci, salmastre e marine dell’Oceano Atlantico e del Mar Mediterraneo. In autunno iniziano un viaggio, che dura circa sei mesi, verso il Mar dei Sargassi. Questo viaggio per le anguille, è come quello dei salmoni, cioè un viaggio senza ritorno: muoiono infatti dopo essersi riprodotte.
Squali, marlin e tartarughe marine migrano isolati o in piccoli gruppi; aringhe, calamari e sgombri si uniscono in banchi senza fine, probabilmente a scopo difensivo.
Per affrontare questo viaggio straordinario i pesci si servono delle correnti, dei campi magnetici e dei sensi del gusto e dell’olfatto.
Come succede per esempio per le tartarughe che affrontano viaggi interminabili, guidati dall’olfatto e dal campo magnetico terrestre, per ritornare nel loro luogo natio, sulla terraferma, per doporre le uova.

La migrazione dei pesci e l’uomo
La migrazione è importante anche per l’uomo dato che determina la concentrazione di grandi quantità di pesci in precise aree: miliardi di persone in tutto il mondo, per esempio, ne dipendono per il cibo, per la ricerca e per lo sport.
Nonostrante ciò migliaia di specie ittiche migratorie sono in pericolo di estinzione e questo principalmente a causa di modificazioni dell’omeostasi causate dall’uomo: pesca eccessiva, inquinamento, inaccessibilità agli habitat con costruzioni di barriere artificiali, come le dighe, che interrompono il flusso dell’acqua.

Il tonno rosso (Thunnus thynnus) dell’Atlantico vive la maggior parte della vita nell’Oceano Atlantico e in primavera si riunisce in gruppi per migrare nel Mare Mediterraneo seguendo rotte che sono ben note all’uomo.
Questo ha portato a una pesca eccessiva di questo pesce fino a che sono state istituite commissioni internazionali che hanno come scopo quello di evitarne l’estinzione promuovendo pratiche di pesca sostenibili (https://www.amoreperilmare.com/giornata-mondiale-del-tonno/).
Nel tempo grazie a queste misure di regolamentazione delle pesca si è assistito a un recupero della popolazione dei tonni.
Il nostro contributo
Anche noi, nella nostra quotidianità, possiamo dare il nostro contributo per la salvaguardia dei pesci e del loro habitat.
Possiamo per esempio evitare di inquinare le acque e l’ambiente in generale, informarci sulla stagionalità del pescato e consumare pesce locale e magari informare i nostri conoscenti dell’esistenza e dello scopo di questa giornata.






